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PRODUCTIVITY RE-LAUNCH

 

Dai macchinari alle Persone per il rilancio della produttività.

Il pilastro su cui investire sono le Persone. E le competenze da maturare.
Ma le iniziative del governo non bastano. Ora tocca anche alle imprese.

Il Piano Nazionale Industria 4.0 sta rilanciando il settore manifatturiero in Italia, insieme alle imprese che hanno ritrovato la fiducia negli investimenti: c’è stato un aumento del 9% circa da gennaio a giugno 2017; esso ha anche rimesso in moto il sistema dell’innovazione e gli investimenti in ricerca e sviluppo, con un incremento tra il 10% e 15%.

Ad oggi è risaputo però che non basta rinnovare impianti e attrezzature, bisogna in realtà farlo integrandoli tra di loro e puntare sulla ricerca e l’innovazione per essere all'avanguardia.

Oramai si sta entrando sempre di più nella fase 2 di Industria 4.0 che pone l’accento sull'impresa 4.0 ed in particolare sulla formazione. Questa fase è il naturale proseguimento delle logiche introdotte dal Piano nel 2016: dal capitale strumentale a quello intellettuale.

Per quanto riguarda il manifatturiero ci attendiamo che le esigenze tecnologiche delle Fabbriche Intelligenti trovino una reale corrispondenza in nuove figure sia tecniche che gestionali, capaci di cogliere le potenzialità dei processi di digitalizzazione come di innovazione radicale.

Ma quali sono le reali necessità delle aziende?

Siccome si tratta di nuove di competenze con cui bisogna familiarizzare, bisogna agire a livello di sistema nazionale, per renderlo in grado di generare questi nuovi profili professionali.

La questione di fondo, al di là dell’importanza delle competenze specifiche, è fare in modo che questa fase di formazione coinvolga a pieno titolo le PMI, con effettivi risultati di crescita.

Il Piano intende mutuare le misure applicate sull'innovazione anche sulla formazione: tutto ciò ha già dato i suoi risultati nell'ambito della ricerca, ma per fare in modo che il Piano funzioni e produca risultati, è fondamentale comunque un’azione di sistema.

La preoccupazione che la robotica e l’automazione possa sottrarre posti di lavoro è assolutamente eccessiva: la tecnologia non ha mai creato disoccupazione, ma al contrario diversa occupazione.

Dobbiamo creare le nuove competenze e convertire, ove necessario, le attuali competenze in ottica digitale. Due necessità diverse che richiedono strategie e strumenti diversi.

Per evitare che rimangano soltanto belle parole, da un lato servono le misure del governo, dall'altro ci vogliono le iniziative di innovazione che nascono dal mondo industriale.

 
 
  1. 28.03.2018mcT Alimentare - Mostra Convegno Tecnologie per l'Industria Alimentare
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